I diritti del lettore del mio blog

1. Il diritto di leggere i miei post
2. Il diritto di non leggere i miei post
3. Il diritto di rileggere i miei post
4. Il diritto di leggere a voce alta i miei post
5. Il diritto di leggere a voce bassa i miei post
6. Il diritto di divulgare il contenuto dei miei post
7. Il diritto a farvi gli affari miei
8. Il diritto di essere d'accordo con me
9. Il diritto di non essere d'accordo con me
10. Il diritto di stare zitti

(Tributo a D. Pennac)



venerdì 4 luglio 2008

Luglio rovente


E non perchè c'è il caldo africano degli anni precedenti.
Nemmeno perchè salgono i prezzi, scendono i salari e gli italiani non vanno in vacanza.
No.
Rovente perchè Berlusconi sta lavorando tantissimo.
E con lui tutto il paese.
Siamo tutti presi dal Consiglio dei Ministri, tutti affaccendati a far approvare il decreto prima della pausa estiva, siamo tutti in trepidazione a causa di questo lavoro frenetico dei nostri rappresentanti politici, girotondini compresi.
Io davvero incrocio le dita.
Spero davvero di cuore che questa volta il mio beniamino ce la farà.
Io che ho un sacco di inchieste sospese, di processi pendenti e intercettazioni depositate alle calcagna.
Io so che lui sta lavorando per me.
Per me e per tutti i 58 milioni di italiani che si trovano nella mia stessa situazione.
Perchè siamo tanti ad essere sullo stesso barcone per colpa di quei cattivoni dei magistrati faziosi e "sabotatori".
Perchè alzi la mano chi non è mai stato accusato di corruzione, concussione, favoreggiamento, organizzazione a delinquere o aggiotaggio in vita sua.
Perchè siamo in troppi a vivere nel terrore che ci intercettino mentre dettiamo la lista della spesa ai nostri mariti per telefono.
Perchè non è giusto che si sappia in giro che tipo di assorbenti compro, con le ali o senza ali, sono affari miei, cribio!

PS: Mentre scrivo leggo la notizia che esce il lodo dal CdM di oggi e verranno distrutte le intercettazioni della Procura di Napoli tra Berlusconi e Saccà.
Che schifo che mi faccio a fare questo gossip da quattro soldi!


lunedì 30 giugno 2008

Perchè...


Perchè "qualcosa nei tuoi occhi" mi dice che sarà per sempre...
Perchè ci sei e non è solo una sensazione...
Perchè pensiamo troppo a volte...
Perchè guardiamo e ascoltiamo troppo poco invece...
Perchè "non c'è una soluzione, questa casa sa di te"...
Perchè "dipenderò sempre dalla tua allegria"...
Perchè se diamo tutto per scontato torniamo subito indietro...
Perchè c'è qualcosa che va al di là di quello che pensiamo l'uno dell'altro..
Perchè ti piace prendermi in braccio...
Perchè "sei una roccia, sei una pianta, sei un uragano"...
Perchè..."amore, fai casino"...
Perchè ti commuovi insieme a me per le pubblicità della Barilla...
Perchè quando guidi accavalli il mignolino..
Perchè mi prometti sempre che mi farai fare i testacoda con la tua macchina quando sarà ghiacciato...
Perchè insieme abbiamo inventato il democratico giochino delle percentuali...
Perchè i nostri figli avranno il tuo sorriso...
Perchè con te non mi fa più paura nulla...

Discriminiamoli tutti!

Alla parata del gay pride si può andare per tanti motivi.
Per sfilare e manifestare a favore dei diritti delle coppie gay; per chiedere di non discriminare gli omosessuali e di non considerare l'omosessualità come una malattia; per protestare contro uno stato che dovrebbe professarsi laico ma che più cattolico di cosi si muore; per aderire in generale alla causa di maggiori diritti per le coppie di fatto (di qualsiasi "genere" esse siano); per scattare delle belle foto; per ballare come matti per strada; per dire "io c'ero" se un giorno i diritti saranno davvero pari ed opportuni.
La Carfagna è stata certamente il leitmotiv di tutta la parata.
Tutti urlavamo alla sobrietà mentre perizomi, parrucconi e trucchi che colavano dal caldo la facevano da padrone.
Io ci credo davvero.
Io credo davvero che se manifestiamo, se portiamo tutto questo per strada, nelle piazze, qualcosa può cambiare.
Credo che attraverso la solidarietà anche io e il mio ragazzo potremmo avere la reversibilità della pensione o dare informazioni al medico del pronto soccorso perchè solo noi conosciamo il vero stato di salute l'uno dell'altro.
Perchè quando vedrete le immagini dell'album noterete certamente la bambina che salutava dalla macchina la parata.
Perchè magari quando sarà grande lei non discriminerà mai.

Ora, scusate i toni seri ma la faccenda ha diversi aspetti.
Quello che sicuramente preferiamo un po' tutti è quello goliardico!
Quindi, guardate un po' queste foto e divertitevi!

GayPrideBologna2008


mercoledì 25 giugno 2008

Trovo molto interessante...

La mia parte intollerante.

Eh si, perchè non solo mi rende rivoltante tanta bella gente che beve latte alla faccia mia ma forse mi farà perdere anche qualche chilo.
Quei tre maledetti chili che dovevo buttare giù dall'inverno scorso...
Non 2007/2008..2006/2007!!!
Insomma, oltre a risultare intollerante a latte e latticini risulto intollerante alla farina bianca (mah!), allo zucchero bianco (che intolleranza è? E' come essere intolleranti al colore arancione), alla cipolla (e il sugo per la pasta come lo faccio senza il soffrittino?), al limone, al melone, al latte e latticini (e lo sapevo, sennò mica ci andavo dal medico) ma soprattutto...
Ta dah...
Al CAFFE'!

Comincia un'altra epoca: la vita di Maria Grazia senza il caffè.
Credo di aver cominciato a bere il caffè in tenerissima età; penso che ne facessi bere in quantità industriali a mia madre durante l'allattamento, casomai si mischiasse un po'...No, davvero, credo che la mia prima tazzina ufficiale sia in terza media, insieme alla mia prima sigaretta. Quelle poi le ho perse per strada, per fortuna, mi rimanevano pochi piaceri nella vita quindi, tra cui il caffè (una relazione fissa per fortuna mi consente di non rinunciare all'altro!).

Siamo stati bene insieme, io e lui, dico, io e il caffè...
Tanti anni passati insieme...
Tredici, per l'esattezza...Tredici lunghi e aromatici, intensi anni...

Mi svegliava la mattina, mi tirava su nei momenti in cui ero giù, mi ha fatto socializzare con chiunque al bar, a volte era cattivo, a volte era buonissimo, era dolce, con la cremina per cui ho rischiato diverse lussazioni alla clavicola, a volte era proprio quello che ci voleva e mi mancherà...
Dio solo sa quanto mi mancherà!

lunedì 23 giugno 2008

Dedicato



Dedicato a tutte le stagiste e agli stagisti (guardate quello dietro!).
A quelli che lo sono ancora e a quelli che non lo sono più.



Un libro, ogni tanto

Oceano mare
Autore: Alessandro Baricco
Anno: prima edizione 1993
Editore: Rizzoli - BUR
Prezzo: € 8,00
Aggettivo per descriverlo: poetico (è più poesia che prosa)


Ecco un altro romanzo che mi ha cambiato la vita.
Abbastanza snello ma di lettura complicata: è difficile leggere le emozioni che suscita il mare, l'oceano.
Ed è difficile riuscire a descriverlo, il mare, l'oceano.
Baricco ci riesce raccontando la storia di diversi personaggi che si ritrovano tutti alla locanda Almayer (presa in prestito da Conrad) le cui vite si intrecciano, si prendono e si lasciano nel momento stesso in cui tu vorresti che tutto andasse in un altro verso.
Elisewin, malata di vita; il Prof. Bartleboom e la sua enciclopedia sui limiti; il pittore Plasson, che cerca gli occhi del mare e che per dipingerlo usa esclusivamente l'acqua marina, raffigurando vedute oceaniche su tele che restano ostinatamente bianche; Ann Deverià, la madame in fuga dall'amore; Padre Pluche e le sue preghiere; e poi Savigny e Thomas con il suo segreto.
Il libro è diviso in tre libri: Libro Primo Locanda Almayer, dove conosciamo tutti i personaggi, ci affezioniamo e fondalmente non ci capiamo nulla; Libro Secondo Il ventre del mare, un naufragio, una zattera, sangue tanto sangue, dolore, lacrime, cannibalismo; Libro Terzo I canti del ritorno, nel quale tutto si fa più chiaro, i conti tornano e il mare ha fatto quello che doveva fare.
Leggendo questo libro, credo che ognuno scelga un personaggio a cui affezionarsi: per caratteristiche, perchè ci sembra bizzarro e curioso, perchè è il mistero che ci affascina, perchè ci commuove...
Io mi sono affezionata ad Elisewin, una "farfalla notturna" che solo per caso è arrivata sulla terra e si è svegliata umana, ed "è difficile trasformare una farfalla in una donna", adolescente malata di ipersensibilità che solo davanti al mare trova la soluzione per poter vivere la vita fino in fondo, senza aver paura di morire di felicità o di tristezza.
Ed è Elisewin che pronuncia queste parole: "Volevo dire che io la voglio, la vita, farei qualsiasi cosa per poter averla, tutta quella che c'è, tanta da impazzirne, non importa, posso anche impazzire ma la vita quella non voglio perdermela, io la voglio, davvero, dovesse anche fare un male da morire è vivere che voglio."
Dovremmo avere tutti un po' di Elisewin dentro di noi.

venerdì 20 giugno 2008

Come travasare il basilico

Punto n.1) Premunirirsi di tutto l'occorrente: un giardino; se non si ha a disposizione un giardino, un balcone; se non si ha a disposizione un balcone, la camera degli ospiti; se non si ha la camera degli ospiti, non potete tenere una piantina, nemmeno il basilico; grandi buste Ikea; vaso più grande di quello dove già si trova il basilico (condizione necessaria); terriccio universale (se è piccolo il vaso andate a rubare pure la terra al parco vicino casa vostra); una forbice; un paio di guanti (per non rovinare la french manicure).




Punto n.2) Riempite di terriccio il vaso almeno per 3/4. Se il vaso non dispone di un piattino, adagiate sul fondo della ghiaia per consentire il giusto drenaggio.
Altrimenti, va bene cosi' e ignorate ghiaia e drenaggio.



Punto n.3) Disponete sul letto di terriccio la terra e il basilico del vecchio vaso e riempite con il restante terriccio tutto intorno schiacciando di tanto in tanto.



Punto n.4) Il travaso è stato effettuato con successo!
Tuttavia, per decretare davvero il successo bisognerà aspettare qualche giorno poichè il travaso potrebbe non essere stato effettuato in maniera corretta...Se seccherà, vi farò sapere!




Avvertenze.
Evitate di fare il travaso del basilico quando le foglie cominciano ad ingiallire. Il vaso era troppo piccolo e sta morendo già (guardate il mio, "che pena mi faaaaa"). Questo potrebbe decretare un adattamento più lento alle nuove condizioni ed eventualmente la morte prematura della sventurata piantina.
Se volete documentare questa mirabilissima impresa, togliete i guanti quando scattate le foto soprattutto se la macchina fotografica non è vostra. Qualora non dovreste togliere i guanti, non pulite la macchina fotografica con una spugnetta umida. Se lo fate, pregate con tutte le vostre forze.
Indossate pantaloni lunghi. Starete molto tempo inginocchiate e il pantaloncino da trekking (sebbene sempre di terra e montagne si tratti) comprato da Decathlon potrebbe non essere congeniale.
Se fate questa operazione nel giorno del solstizio d'estate, con 33 gradi fuori e in casa, abbassate di qualche grado la temperatura del condizionatore. L'operazione fa sudare molto, potreste pulirvi il sudore gocciolante con i guanti sporchi di terra!
(Si noti la fronte imperlata e le macchie di terra sulla guancia destra e sull'occhio sinistro)