1. Il diritto di leggere i miei post
2. Il diritto di non leggere i miei post
3. Il diritto di rileggere i miei post
4. Il diritto di leggere a voce alta i miei post
5. Il diritto di leggere a voce bassa i miei post
6. Il diritto di divulgare il contenuto dei miei post
7. Il diritto a farvi gli affari miei
8. Il diritto di essere d'accordo con me
9. Il diritto di non essere d'accordo con me
10. Il diritto di stare zitti
Sabato pomeriggio sonnacchioso, questo. Mentre alla tv sta arrivando la mamma e devono scrostare un lavandino lasciato alle intemperie da decenni, sono qui indecisa sul da farsi. E mentre il cambiamento è in atto, non vedo già l'ora che si stabilizzi.
Insomma, diciamoci la verità, a me i cambiamenti non sono mai piaciuti. Sono abitudinaria, pantofolaia, pigra. Amo le mie certezze, le mie conferme, il mio edicolante, la mia barista, il mio appartamento caldo d'estate e freddo d'inverno...
Ma certi cambiamenti si impongono come macigni.
Ne va della qualità della vita, dei tuoi sogni, di quello che pensavi di diventare da bambina, di quello che ti auguri per te stessa, di quello che immaginavi dopo la laurea, di quello che puoi ancora diventare nonostante tu sia già "grande".
E seppure a malincuore, bisogna tirare un respiro profondo e ricominciare tutto daccapo.
All'unico uomo che non mi tradirà mai... All'uomo che in 28 anni non mi ha mai delusa.. All'uomo che mi ha insegnato ad andare in bicicletta, a non gattonare più a sei anni, a non soffiare nei posaceneri pieni... All'uomo con più immaginazione che io conosca... All'uomo con le spalle così forti da non farsi vedere dispiaciuto davanti ad un periodo brutto brutto della figlia ma da piangere il giorno della sua laurea... All'uomo ormai 50enne ma con la voglia di fare di un 18enne... All'unico uomo a cui non ho mai sentito pronunciare le parole "Voglio smettere di fumare"... All'uomo a cui le rughe donano sempre più ogni anno che passa...
Prima di leggere questo post, cliccate play e rimanete in ascolto qualche secondo. Poi, andate pure avanti.
Non è il tempo e la metereopatia.
Non ho le mie cose.
Non è perchè sono lunatica, io non sono lunatica.
Sono limitatamente coerente ed abbondandemente razionale.
E non è che ci sono dei giorni in cui stai così.
Se stai così un motivo c'è sempre.
Beh, oggi non sto così.
E' una questione di insoddisfazione, di qualcosa che palesemente non va, di speranze, di sogni, di questa vita che proprio così non va.
Passiamo la vita a cercare un lavoro che ci piaccia e se lo troviamo, aspettiamo che finiscano le nostre 8 ore per tornare a casa o che arrivi il fine settimana per andare al cinema, a giocare a tennis o in quel museo che è tanto che volevamo vedere.
Passiamo la vita a cercare qualcuno che ci dimostri quanto ci ami, qualcuno che ci veda belle anche appena sveglie, qualcuno con cui passare la nostra vita, che non si spaventi davanti all'amore, davanti ad un mutuo cointestato o davanti ad un ritardo.
Che ci capisca, che ci perdoni, che sappia prima di noi cosa ci passa per la testa, che non abbia problemi ad accompagnarci ad una mostra o al centro commerciale a cercare gli stivali.
Se siamo fortunate lo troviamo.
Ma ancora qualcosa non va.
E' tutto troppo perfetto, tutto così lineare, così come deve andare.
Macchina, moto, vacanze, casa, forse matrimonio, un giorno figli, cene dai suoceri, foto incorniciate di visi sorridenti, regali di Natale sotto l'albero, colazioni a letto, film in pay per view.
Ma è davvero così che deve essere vissuta una vita?
E' davvero questo il modo giusto per viverla?
Chi o cosa ci ha detto che questo è il miglior modo per trascorrerla?
Chi ci ha insegnato cosa è giusto o cosa è sbagliato quando si tratta di noi, di noi soli?
Nasciamo, diventiamo adolescenti irrequieti e sballoni, andiamo in vacanza studio a Londra, poi l'università, ci innamoriamo poi ci molliamo, poi troviamo uno a posto e ci innamoriamo seriamente, dopo miliardi di stage e contratti a progetto troviamo un bel lavoro, andiamo a convivere, compriamo auto e moto, facciamo qualche vacanza, poi decidiamo di sposarci, intanto la nostra carriera ha fatto qualche scatto, compriamo casa con mutuo ventennale, facciamo un figlio, forse due, la nostra carriera continua ad andare alla grande, i nostri figli crescono, i nostri genitori ci lasciano, andiamo in pensione con tanto di pasticcini ai colleghi e dopo aver dato fondo a tutti i nostri risparmi, non ci siamo più.
E mentre Bologna è 11 gradi sotto zero e altro che clima natalizio...
Mentre i negozi vengono assaltati da gente temporaneamente (si spera) impazzita...
Mentre l'artista di strada sotto l'ufficio continua a suonare jingle bells con la tromba che adesso ha davvero trapanato gli zebedei...
Mentre i contratti non si rinnovano, panettoni non se ne vedono e rimaniamo aperti anche la vigilia di Natale, altro che premio produzione o 13esima...
Mentre nonostante abbia un pensiero per tutti e lo abbia già comprato con idee chiare e dirette mi manca sempre quello più difficile, quello per il mio patato...
Mentre rimango 27 minuti al telefono con i nonni tedeschi del mio patato a parlare di quanto in Germania un tempo facesse molto più freddo capendo solo doichland e fveddo ia...
Mentre rimango al telefono solo 10 minuti con mia madre parlando del roastbeef con gli asparagi per il pranzo di Natale...
Penso che tutto sommato non va malaccio...
Che vorrei qualcosa di diverso nella mia vita professionale o almeno un po' più di riconoscimenti ma per fortuna ho la sfera personale che compensa abbondantemente le costanti delusioni lavorative...
Che se il Natale è la festa per eccellenza degli affetti, non sono poi messa così male...
Famiglia, amici e persone nuove dalle quali ricevo costantemente stima e affetto...
Che ok, ho messo su 4 chili e le feste di certo non mi aiuteranno a scenderli, ma va bene così...
Non mi sembra di aver mai dichiarato di voler fare la velina...
E sarebbe bello se lo pensassimo sempre più spesso noi "cicciottose"...
Che forse il pensiero a quello che non ho ogni tanto bussa ma passa veloce guardando invece a quello che ho...
Fanno delle cose, le donne, alle volte, che c'è da rimanerci secchi. Potresti passare una vita a provarci: ma non saresti capace di avere quella leggerezza che hanno loro, alle volte. Sono leggere dentro. Dentro. Alessandro Baricco, Oceano Mare
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