Inspirare, espirare.
Inspirare, espirare.
E' questo il trucco.
Non devi fare nient'altro.
Non devi pensare a nient'altro.
Devi ascoltarti respirare.
Ascolta il rumore che fa l'aria quando entra dalle tue narici.
Ascoltala attraversare la faringe poi sempre più giù fin quando il petto non si gonfia.
Per poi uscire calda e già meno percettibile di quella fredda inspirata prima.
Se i pensieri si affollano tu lasciali lì.
Respira più forte, sovrapponi il rumore del tuo respiro al rumore dei pensieri.
L'aria quando attraversa il naso emette un suono: ascoltalo.
Se un pensiero ritorna, aumenta la portata delle tue narici: farà più rumore.
Riporta l'attenzione dov'è fondamentale che sia: sul tuo respiro.
Stupisciti.
Di quanto sia facile respirare.
Di quanto sia naturale tanto da non averci mai fatto caso.
Di quanto sia difficile che vada tutto bene nonostante tutta la strada che l'aria faccia di continuo.
Prendila per mano.
Accompagna l'aria attraverso il viaggio dentro di te.
E lascia che sia lei a mostrarti chi sei davvero.
I diritti del lettore del mio blog
1. Il diritto di leggere i miei post
2. Il diritto di non leggere i miei post
3. Il diritto di rileggere i miei post
4. Il diritto di leggere a voce alta i miei post
5. Il diritto di leggere a voce bassa i miei post
6. Il diritto di divulgare il contenuto dei miei post
7. Il diritto a farvi gli affari miei
8. Il diritto di essere d'accordo con me
9. Il diritto di non essere d'accordo con me
10. Il diritto di stare zitti
(Tributo a D. Pennac)
1. Il diritto di leggere i miei post
2. Il diritto di non leggere i miei post
3. Il diritto di rileggere i miei post
4. Il diritto di leggere a voce alta i miei post
5. Il diritto di leggere a voce bassa i miei post
6. Il diritto di divulgare il contenuto dei miei post
7. Il diritto a farvi gli affari miei
8. Il diritto di essere d'accordo con me
9. Il diritto di non essere d'accordo con me
10. Il diritto di stare zitti
(Tributo a D. Pennac)
giovedì 14 febbraio 2013
venerdì 10 agosto 2012
Poesia di San Lorenzo
O Perseidi, Perseidi belle,
Facciamo a cambio.
Io divento una stella cadente
E mi perdo nel nulla dell'universo
E voi diventate me
E andate a lavoro
E passate Agosto in città.
O Perseidi, Perseidi eteree,
Facciamo a cambio.
Io divento uno sciame meteorico
E mi faccio vedere solo pochi giorni all'anno
E voi diventate me
Ristrutturate casa e fate il trasloco.
Facciamo a cambio.
Io divento una stella cadente
E mi perdo nel nulla dell'universo
E voi diventate me
E andate a lavoro
E passate Agosto in città.
O Perseidi, Perseidi eteree,
Facciamo a cambio.
Io divento uno sciame meteorico
E mi faccio vedere solo pochi giorni all'anno
E voi diventate me
Ristrutturate casa e fate il trasloco.
martedì 12 giugno 2012
Benvenuto Matteo.
Ecco il mondo.
Non è il miglior mondo dove nascere, c'è da ammetterlo.
Potevi nascere in un mondo di un'altra galassia. Avresti avuto intelligenza e tecnologie a tua disposizione.
Ma ti saresti perso, forse, l'odore della primavera e il verde degli alberi.
Potevi nascere in un altro continente, negli Stati Uniti d'America ad esempio. Avresti avuto molte possibilità da grande e un paese sconfinato dove vedere tante cose.
Ma ti saresti perso il ragù alla bolognese e la bellezza sconfinata della nostra architettura.
Potevi nascere in un'altra nazione, la Francia ad esempio. Avresti parlato una lingua dolce e affascinante e avresti bevuto il miglior vino del mondo.
Ma ti saresti perso le spiagge del Salento e i boschi degli Appennini.
Sei nato in Italia invece.
Dove tutto è forse un po' più difficile, dove ci sono alcune cose che non vanno e dove gli abitanti sono tanto pigri per cambiare qualcosa (pigro è come quando non vuoi alzarti dal letto la mattina dopo che la mamma ti ha chiamato tante volte).
Ma se c'è una cosa che ti posso assicurare è che mamma, papà, zio Eugenio e zia Maria Grazia faranno di tutto per rendere questo mondo bellissimo ai tuoi occhi.
Per te gli alberi saranno più verdi e la pioggia meno bagnata.
I fiori fioriranno sempre, anche d'inverno, e le nuvole somiglieranno sempre a qualcosa.
E quando cadrai dalla bicicletta e ti sbuccerai un ginocchio, ci sarà sempre un bacino a far passare tutto.
Sei nato da poche ore e ti vogliamo già un mondo di bene.
martedì 3 aprile 2012
giovedì 15 marzo 2012
Se dovessi avere un'anima, sarebbe estremamente inquieta

Non sono molto in contatto con la mia parte spirituale.
Ho sempre creduto infatti che siamo fatti di cellule e sinapsi.
Che l'amore o l'amicizia siano semplicemente connessioni di neuroni sviluppatesi in condizioni favorevoli.
Figuriamoci credere in Dio...
Ma qualcosa sta cambiando.
Dall'estate scorsa, quando qualcuno mi ha parlato di me stessa senza conoscermi prima, la mia anima ha fatto un balzo in avanti ed ha iniziato a pretendere più attenzione.
E così ho iniziato a studiare me stessa e a studiare le persone di cui mi sono sempre circondata.
Sarà anche l'età in cui cominci a sforzarti di dare un senso a quello che fai, la mia profonda dedizione a libri di un certo tipo, all'arte e alla musica classica...Sta di fatto che più vado avanti più emergo dalla confusione.
Mi delineo sempre di più, mi scontorno da tutti gli errori commessi e ringrazio questi errori.
Ne faccio e continuerò a farne ma solo per scoprire di essere migliore (cit.).
Mi passo sotto la lente di ingrandimento e intuisco che c'è qualcosa che va oltre la nostra essenza molecolare.
Posso arrossire per un afflusso di sangue ma questo afflusso a cosa reagisce?
Da dove viene esattamente? E perché capita in una situazione e non in un'altra?
Così per le persone che scegliamo per percorrere un tratto di strada insieme.
Non sono chiaramente casuali.
Le nostre anime si riconoscono, sanno di aver condiviso qualcosa nelle nostre vite precedenti e si ritrovano, felici di fare un altro pezzo di strada insieme.
Tutta questa eternità sembra però essere fatta di tante piccole eternità.
Di momenti chiusi in se stessi ma che aprono a più vaste possibilità.
Nessun dramma quindi se di anime ne passano e ne sono passate per incontrare la nostra.
Continuiamo a cercarle.
domenica 18 dicembre 2011
Bisogni speciali
A volte non basta dire di stare insieme.
A volta bisogna proprio dimostrarselo di voler stare insieme.
E lo so che è un periodo che va così, che non è sempre stato così, che passerà.
Ma a volte ci si sente così ed è giusto lasciarsi un po' andare a strane intuizioni.
E la paura è sempre sana, un efficace campanello d'allarme.
Perchè la mia paura è che un giorno ci guarderemo e non ci riconosceremo più.
Ci guarderemo e ci vedremo lontanissimi.
Ci guarderemo e capiremo di aver percorso strade che ci hanno allontanato, poco a poco, un passo dopo l'altro.
Adesso torna a casa.
Ti prego.
martedì 29 novembre 2011
E poi tutto cambia...
Già.
Tutto.
A cominciare dal lavoro.
Un'azienda americana entra nella tua vita e te la sconvolge perchè ti insegna a lavorare con il cuore e ad innamorarti con la mente.
Ti fa conoscere un sacco di persone e ti coinvolge in riunioni di lavoro a dir poco fuori dal comune.
E questo mette in discussione tutto.
La laurea che hai preso, quello che volevi diventare da grande, quello a cui ti sei sempre appassionata.
Perchè adesso tutto ha un sapore diverso.
Il vecchietto che incontri per strada o il signore sordo che vuole insegnarti la LIS.
Il bambino che ti sorride se tu sorridi per prima o quello che è diffidente e inarca le sopracciglia.
La signora di 84 anni il cui progetto è non perdere mai le foto di tutta una vita.
Il collega che ti chiama da parte per dirti che sei stata brava, che devi continuare cosí.
Il tuo iPod che per qualche arcano motivo algoritmico ti propina sempre le stesse canzoni.
Il mondo che adesso guardi con occhi diversi e che ti risponde dicendoti che forse è questa la strada giusta.
Per molti il lavoro è la parte totalizzante della vita.
A volte è una parte importante della vita.
A volte é solo un puntino che si aggiungerà ad altri tanti puntini.
Cosí tanti che sarà sempre troppo presto per unirli tutti.
Tutto.
A cominciare dal lavoro.
Un'azienda americana entra nella tua vita e te la sconvolge perchè ti insegna a lavorare con il cuore e ad innamorarti con la mente.
Ti fa conoscere un sacco di persone e ti coinvolge in riunioni di lavoro a dir poco fuori dal comune.
E questo mette in discussione tutto.
La laurea che hai preso, quello che volevi diventare da grande, quello a cui ti sei sempre appassionata.
Perchè adesso tutto ha un sapore diverso.
Il vecchietto che incontri per strada o il signore sordo che vuole insegnarti la LIS.
Il bambino che ti sorride se tu sorridi per prima o quello che è diffidente e inarca le sopracciglia.
La signora di 84 anni il cui progetto è non perdere mai le foto di tutta una vita.
Il collega che ti chiama da parte per dirti che sei stata brava, che devi continuare cosí.
Il tuo iPod che per qualche arcano motivo algoritmico ti propina sempre le stesse canzoni.
Il mondo che adesso guardi con occhi diversi e che ti risponde dicendoti che forse è questa la strada giusta.
Per molti il lavoro è la parte totalizzante della vita.
A volte è una parte importante della vita.
A volte é solo un puntino che si aggiungerà ad altri tanti puntini.
Cosí tanti che sarà sempre troppo presto per unirli tutti.
Iscriviti a:
Post (Atom)
