I diritti del lettore del mio blog

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6. Il diritto di divulgare il contenuto dei miei post
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9. Il diritto di non essere d'accordo con me
10. Il diritto di stare zitti

(Tributo a D. Pennac)



lunedì 17 marzo 2014

Lotto per essere mediocre

Sto lottando per costruirmi una fantastica mediocrità, una realtà in bilico tra il non vedo, non sento, non mi interesso.
E' così bello non sapere, non conoscere, non informarsi e pensare che in fondo vada sempre tutto bene.
Voglio bearmi di non sapere nulla, di non ascoltare nulla, di non avere un'opinione su nulla.
Essere fantasticamente mediocre.
Con aspirazioni mediocri.
Con aspettative mediocri.
Con curiosità mediocri.
Con una vita senza problemi etici, senza aspirazioni di dignità etica, senza valori fondanti e imprescindibili.
Una vita senza sapere cosa significa imprescindibile.

Magnifica nella sua semplicità, nel suo fascino del tiriamo a campare, nell'aura de "le cose che importano davvero nella vita".
Sapere le cose che importano davvero nella vita è così fantasticamente mediocre.
E così semplice e facile da non darmi mai problemi.

Una fantastica mediocre vita per sentito dire.


domenica 12 gennaio 2014

Why to be happy if I can be me?

Non sono mai stata una persona dotata di grande fantasia. I miei sogni, anche da bambina, sono stati sempre così ”realizzabili”, così normali. Non ho mai sognato ad esempio di fare la principessa. O la ballerina essendo un panzerotto ripieno. 

A sette anni lo specchio sapeva già darmi risposte sul mio futuro. 

Da bambina sognavo di fare il medico o l’archeologa subacquea.

La mia Barbie non era mai la regina di un antica città perduta o una fashion girl in giro per Beverly Hills a fare shopping. La mia Barbie lavorava da avvocato e quando usciva dallo studio, andava a fare la spesa, passava a prendere i bambini da casa dei nonni e tornava a casa. Preparava la cena, metteva i bambini a letto e arrivava Ken che tornava sempre tardi dal lavoro nonostante facesse il muratore o l’idraulico. Si mettevano a tavola e dopo aver cenato, guardavano la tv sul divano nella loro casa di cartone ma con l’ascensore.

Certo, non era facile trovare vestiti adatti per permettere alla mia Barbie di praticare l’attività forense ma con un po’ di fantasia era possibile trasformare un pantalone super attillato in un tailleur gessato.

Crescendo la situazione si è spostata dalla Barbie alla vita vera.

Alle medie il ragazzo che mi piaceva non era il più bello della scuola, quello con i capelli lisci lunghi sul ciuffo e quel po’ di peluria che da adolescente ti fa sentire così grande.

No, il mio amato era un ragazzino normale, con qualche brufolo e con un alito non propriamente al pino silvestro.

Amici, amiche, fidanzatini e fidanzati più importanti, versioni di greco, vestiti grunge, tanta cattiva musica ma che quando risento adesso mi sembra che non siano più state scritte canzoni migliori.

La mia adolescenza è stata felice, spensierata, un po’ cicciona ma positiva.

A distanza di vent’anni, durante gli anni 90, io ricordo ancora l’imbarazzo dei pantaloni in cotone elasticizzato a zampa d’elefante che alle ragazze di Non è la Rai stavano così bene ma che appena indossati davanti allo specchio mi costrinsero a sgranare gli occhi. Su di me non erano proprio la stessa cosa.

Si, sono una taglia 44, dotata di poca fantasia e beatamente mediocre.


domenica 28 luglio 2013

E' solo sabbia


Le cose mi sfuggono dalle mani.
Le cose importanti e le cose meno importanti.
Le cose a cui tengo e quelle per cui faccio spallucce.
Le cose alle quali penso da giorni e quelle a cui mi ritrovo a pensare su due piedi.

Svaniscono, si dissolvono o si concludono più o meno catastroficamente.
E ci pensi, inutile nasconderlo. Pensi a quello che succederà in futuro.
A quello che hai programmato e che aspetti con tanta emozione.
Non sono ipocrita. Sono realista, con i piedi sempre piantati per terra.
Non mi nascondo dietro parole di circostanza, d'occasione.
Ci sono stati d'animo che non meritano di sentirsi etichettare con un certo tipo di chiacchiericcio da incontro casuale con l'amica che non vedi da tanto tempo.
"Come stai?" "Mah, potrebbe andare meglio." "Vedrai che tutto si aggiusta."
No, non funziona così.
Non funziona con un "tutto passa".

Anche se è solo sabbia.


venerdì 19 luglio 2013

L'amore non dipende da quante camice gli stiri. O forse si.

Questi i miei pensieri mentre allacciavo il collo dell'ennesima camicia dell'informatico che mi ciabatta per casa in mutande.

Perchè da quando mi sono trasformata da blogger di successo ed organizzatrice di eventi in casalinga matta e disperatissima, prendermi cura della casa e dell'aspetto fisico del mio amato quando va in ufficio sembra essere una delle mie occupazioni preferite.

Perchè se si presenta in ufficio con una pieghetta sul collo della camicia, il pensiero ricorrente è "Guarda come la sua compagna ha stirato male!".

Se gli amici fanno un'improvvisata e trovano la casa sottosopra, il primo pensiero è "Guarda come lei tiene in disordine la casa!".

Se il pan di spagna per la torta margherita non è lievitato, la prima cosa che ci passa per la testa è "Povera, avrà fatto di tutto ma proprio non le riesce!".

Ma l'Angelo del Focolare propriamente detto è morto.
E insieme a lui sono morti il Principe Azzurro, la Fata Madrina, la Principessa nel Castello Fatato e il Grillo Parlante.
Il Mago Pasticcione risulta invece tuttora scomparso.


domenica 30 giugno 2013

Solitudini immeritate

Passiamo la vita ad aspettare qualcosa.
Minuti, ore, giorni.

Aspettiamo i risultati delle analisi.
Aspettiamo un figlio.
Aspettiamo il treno o l'autobus.
Aspettiamo di compiere 18 anni.
Aspettiamo la domenica.
Aspettiamo di finire l'università.
Aspettiamo che il tempo passi.
Aspettiamo che qualcuno vada via.

Aspettiamo che qualcun'altro ritorni.
E ci racconti perchè ci ha fatto aspettare così tanto tempo.
Quando di tempo, poi, non ce n'è mai abbastanza.


mercoledì 19 giugno 2013

Comparse




Siamo solo delle semplici comparse nella vita degli altri.
Non ci conoscono davvero eppure pretendono da noi presenza, affetto e riconoscenza.

Se sarò una comparsa, sceglierò io su quale palcoscenico esibirmi.


lunedì 22 aprile 2013

Giratori di link

Esempio di link del tipico giratore

Sono intorno a noi.
Sono come noi.
Sono le nostre sorelle, i nostri cugini, i nostri vicini di casa.
Assomigliano in tutto a noi.
Hanno braccia, capelli, gambe.
Fanno la spesa il sabato pomeriggio, vanno al mare la domenica e guardano la Formula 1 in tv.
Solo chi li conosce bene può davvero distinguerli.
Chi li conosce e chi li ha aggiunti alla lista di amici su Facebook.

Sono i giratori di link.

Quelli che quando sono su Facebook si capisce subito perchè in un quarto d'ora riempiono la tua timeline di foto con frasi ad effetto.
Quelli che nella loro vita non hanno mai scritto niente di originale.
Quelli che "Non avere pietà per chi ti ha fatto del male perchè lui non ne ha avuta per te".
Quelli che chissà cosa avranno mai subito nella loro vita per emettere proclama così pomposi.
Quelli che ogni tanto scrivono qualcosa di loro pugno e ti sorprendi ma poi guardi meglio e hanno scritto: "Palestra timeeeeeee".
Quelli che adorano le proprie mamme, i propri papà, non vedono l'ora di avere un figlio perchè "Essere madri è la cosa più bella al mondo" e quando piove passano la giornata a guardare dalla finestra.
Quelli che fanno il cuoricino con il segno < e con il 3.
Quelli che d'inverno postano le foto di paradisi esotici con mari cristallini e palafitte con scritto "Quanti siamo a voler essere qui in questo momento?".
No, non mi mettete nella conta. Io preferisco rimanere in città e lavorare con -14 gradi fuori per poi tornare a casa e stirare.
Andate voi, io resto.
Tranquilli.

Ecco, voglio solo dire a te, giratore di link che mai capiterai sul mio blog: BASTA.
Basta usare frasi già confezionate, già pensate per te.
Scrivi tu quello che senti di scrivere, quello che provi in quel momento.
I social network sono anche questo, servono a far sapere a chi ti conosce quello che stai pensando.
Non quello che qualcun'altro ha pensato per te e una volta t'è capitato e anche se non lo provi ora sai che significa perchè ci sei già passato.
Se non ne verrà fuori una frase ad effetto, così profonda, non importa.
Sarà tua.

E avrai dimostrato di saper scrivere!